19/gen/2012

Mafia: la più grande liberalizzazione di cui ha bisogno l’Italia

E' singolare che tra l'insieme delle liberalizzazioni che il governo Monti si appresta a varare nessuna considerazione venga riservata a quella che è sicuramente la più grande liberalizzazione che aspetta l'economia italiana: l'eliminazione del peso oppressivo e distorcente delle mafie sull'apparato produttivo.

Nel XII rapporto Sos Impresa "Le mani della criminalità sulle imprese" la Confesercenti presenta il bilancio annuale di "Mafia Spa".

di Ugo Di Girolamo
L'insieme delle attività delle mafie ha un valore che supera i 135 miliardi di euro. A tanto ammonta il prelievo che le diverse mafie operano sull'insieme della società italiana.
La cifra è scindibile in due sottogruppi: nel primo, le attività criminali che riguardano i mercati illegali, quali traffico di droga, tratta di esseri umani, armi, prostituzione, contrabbando e altri traffici minori, per un valore di 68 miliardi e 470 milioni di euro; nel secondo, le attività che pesano direttamente sull'apparato produttivo, estorsioni, usura e altre attività predatorie per un ammontare di 25 miliardi e i proventi da attività finanziarie e imprenditoriali per un valore di 41,075 miliardi di euro.


02/gen/2012

Da Antonino Di Matteo, PM della DDA di Palermo, una nuova strategia per l’antimafia


di Ugo Di Girolamo
Il nodo mafia e politica, più che mai in questo particolare momento storico, è il cuore del problema.
"Non ci sarebbe mai stata in Calabria una 'ndrangheta così forte e potente senza la complicità dei politici corrotti e dei professionisti della massoneria deviata. Non esiste mafia senza questi appoggi".
E’ il boss Giacomo Lauro, divenuto collaboratore di giustizia, che parla.

21/ott/2011

Evoluzione Del Fenomeno Mafioso nell’Italia Pre E Post Unitaria

Dai Borboni ai Savoia il rapporto mafie-politica si modifica ampliando le potenzialità operative dei clan.

Intervento tenuto al convegno di studi promosso da Università di Cassino, Comune di Sessa Aurunca e dalla rivista Civiltà Aurunca,sul tema “Unità d’Italia. Regno delle Due Sicilie – Regno d’Italia a confronto”.
di Ugo Di Girolamo
Prima di entrare nel merito dell’argomento ritengo sia opportuna una premessa che definisca cosa sia il fenomeno mafioso.
Solitamente si usa in modo indifferenziato l’espressione “criminalità organizzata” per riferirsi alle mafie, la qualcosa non è del tutto corretta, qualsiasi gruppo di uomini si associa per commettere con continuità reati può intendersi come “criminalità organizzata”. La pirateria, il brigantaggio, i rapimenti di persone a scopo estorsivo, il traffico di esseri umani, il gangsterismo urbano e quant’altri reati, realizzati in maniera continuata, da associati allo scopo, rientrano tutti nella categoria della “criminalità organizzata” ma non in quella di tipo mafioso.

16/ott/2011

Il ruolo della corruzione nel fenomeno mafioso

Spezzare il rapporto mafie-politica è possibile agendo sul terreno della lotta alla corruzione.

di Ugo Di Girolamo
La Corte dei Conti, nel febbraio 2010, ha valutato l’ammontare della corruzione, divenuta sistemica, in 50/60 miliardi di euro. Cifra sottratta alla collettività, ai servizi, alle opere pubbliche e agli investimenti.
La corruzione – dice Davigo – è un reato a vittima diffusa, nel senso che “… nessuno percepisce di essere danneggiato direttamente”, ma gli effetti sono devastanti e vanno ben al di la del danno diretto all’erario. Essa distorce la redistribuzione del reddito operata dalle decisioni politiche di spesa pubblica, da investimenti e servizi verso la collettività la ricchezza è dirottata verso gruppi di delinquenti.
 

03/feb/2011

Le questioni irrisolte della politica italiana nei 150 anni di unità

Estraneità allo Stato – corruzione – clientelismo – rifiuto di sottostare ai controlli di legalità – questione mafiosa – divario economico Nord/Sud – susseguirsi di regimi privi di reali alternative politiche.

di Ugo Di Girolamo
Il modo nel quale si è realizzata l’unità ha lasciato in vita alcune questioni ereditate dai vecchi regimi pre-unitari e ne ha create delle altre, che a distanza di 150 anni ancora pesano in maniera devastante sulla vita civile, economica e politica degli italiani. Ma prima di entrare nel merito di queste costanti dell’era unitaria, è opportuno ribadire le ragioni del valore dell’unità nazionale, che principalmente sono due.

07/ago/2010

Mafie e politica, 150 anni di rapporti ininterrotti


di Ugo Di Girolamo
È opinione prevalente tra gli storici che l’origine del fenomeno mafioso italiano sia legato alle due leggi di eversione della feudalità, 1808 nel regno di Gioacchino Murat e 1812 nella Sicilia anglo-borbonica1.
È a partire da queste date che si sviluppa una peculiare forma di criminalità inesistente nel nord Italia, ma anche nella maggior parte del Mezzogiorno e nell’Europa occidentale.