E' singolare che tra l'insieme delle liberalizzazioni che il governo Monti si appresta a varare nessuna considerazione venga riservata a quella che è sicuramente la più grande liberalizzazione che aspetta l'economia italiana: l'eliminazione del peso oppressivo e distorcente delle mafie sull'apparato produttivo.
Nel XII rapporto Sos Impresa "Le mani della criminalità sulle imprese" la Confesercenti presenta il bilancio annuale di "Mafia Spa".
di Ugo Di Girolamo
L'insieme delle attività delle mafie ha un valore che supera i 135 miliardi di euro. A tanto ammonta il prelievo che le diverse mafie operano sull'insieme della società italiana.
La cifra è scindibile in due sottogruppi: nel primo, le attività criminali che riguardano i mercati illegali, quali traffico di droga, tratta di esseri umani, armi, prostituzione, contrabbando e altri traffici minori, per un valore di 68 miliardi e 470 milioni di euro; nel secondo, le attività che pesano direttamente sull'apparato produttivo, estorsioni, usura e altre attività predatorie per un ammontare di 25 miliardi e i proventi da attività finanziarie e imprenditoriali per un valore di 41,075 miliardi di euro.
La cifra è scindibile in due sottogruppi: nel primo, le attività criminali che riguardano i mercati illegali, quali traffico di droga, tratta di esseri umani, armi, prostituzione, contrabbando e altri traffici minori, per un valore di 68 miliardi e 470 milioni di euro; nel secondo, le attività che pesano direttamente sull'apparato produttivo, estorsioni, usura e altre attività predatorie per un ammontare di 25 miliardi e i proventi da attività finanziarie e imprenditoriali per un valore di 41,075 miliardi di euro.




