20 mag 2016

A PROPOSITO DI GOMORRA la serie

di Ugo Di Girolamo








       Mi giunge notizia dalla Germania che un gruppo di produttori, registi e sceneggiatori tedeschi visto il grande successo di pubblico che la serie televisiva Gomorra ha ottenuto anche nel loro paese, oltre che in Italia, sta allestendo una serie televisiva sulla vita delle SS dei campi di sterminio, dove oltre ai sei milioni di ebrei furono massacrati anche rom, omosessuali e oppositori politici.
      La notizia mi è stata fornita in via confidenziale da un amico, critico cinematografico, emigrato da tempo in terra germanica. Persona informata sui fatti – si potrebbe dire con linguaggio tecnico giuridico – che mi ha pregato di non fare il suo nome per non arrecare pregiudizio alla sua attività nel mondo dello spettacolo.
      La serie, che non ha ancora un titolo, non avrà somiglianza con i tanti film già prodotti sull’argomento, del tipo “Schindler’s list” , dove si vedono le gesta – vere – gli affanni e i pericoli corsi da un uomo giusto che tenta disperatamente in ogni modo di salvare quanti più ebrei possibile dallo sterminio; né somiglierà a “La vita è bella”, nella quale alla fine arrivano i buoni – gli americani – a salvare bambini destinati ai forni. Al contrario e similmente a Gomorra, potremo ammirare la vita quotidiana degli aguzzini, come si divertivano di nascosto con i corpi dei giovani omosessuali o delle ragazze ebree non ancora distrutte nella bellezza dalla vita del campo e dall’attesa della morte. Conosceremo quali erano le loro passioni, i loro sogni, le loro ansie, i pericoli da scansare per salire sempre più in alto nella gerarchia del potere nazista, le gelosie tra i capi e la concorrenza tra i vari campi di sterminio a chi fosse più efficiente nel portare a morte più gente quotidianamente.
     Insomma, la vita vera nei campi di sterminio vista non dalla parte delle vittime, ma da quella degli aguzzini.
      La mia prima reazione alla notizia è stata: no! Non è possibile! I tedeschi non faranno mai una cosa del genere, non farebbero altro che infangare se stessi riesumando queste storie. Gli ebrei non gliela farebbero passare liscia. E in fondo chi mai potrebbe essere interessato alle vicende di vita quotidiana delle SS dei campi di sterminio?
      Ma poi riflettendo sul successo della serie Gomorra ho riordinato le mie idee e rivisto queste tre obiezioni.
      La serie Gomorra infanga Napoli? No! La camorra lì esiste da duecento anni, è una realtà storica. Non è la serie televisiva ma la realtà secolare a infangare Napoli. Similmente i campi di sterminio sono una realtà storica, a raccontarla non si infanga la Germania, è la storia della Germania nazista a essere abbietta.
      Quando questa nuova serie circolerà in Italia di certo vedremo in giro, insieme ai ragazzotti tatuati fino al collo e con taglio dei capelli alla Savastano, anche giovani che si presenteranno puliti e con i capelli alla teutonica, come il tenente delle SS Martin Schultz, uno dei protagonisti della serie.
      Gli Ebrei? E che possono fare? Di certo Israele non potrà mandare il suo potente esercito a invadere la Germania! Né tantomeno bombardarla con le sue atomiche. Di sicuro gli intellettuali ebrei, dall‘Europa agli USA, tuoneranno contro la serie. Tutta pubblicità gratuita per i 45 episodi in programma.
      Ma poi siamo proprio sicuri che ci sarà una tale sollevazione in massa di intellettuali ebrei e non?
      Probabilmente comincerebbero i distinguo, i richiami alla libertà di espressione artistica, le sottigliezze, i se, i ma, i forse … come per Gomorra la serie. In fondo chi si è sollevato contro lo spettacolo abbietto, squallido, disumano, privo di ogni sia pur minima pietà per le vittime che la serie  rappresenta?!?!
      Certo lo spettacolo della nuova serie tedesca a vederlo farebbe molto male ai pochi sopravvissuti ancora in vita e ai tanti figli e parenti delle vittime dello sterminio nazista. Così come sono sicuro che il nostro amato presidente Mattarella non si divertirà a guardare le belve napoletane rappresentate in TV tanto simili a quelle siciliane che gli massacrarono il fratello. Come pure i figli e i parenti della sconfinata serie di vittime delle mafie.
      Ma tant’è! E poi c’è Saviano a certificare la bontà del prodotto televisivo Gomorra.
      Infine, l’ultima obiezione: chi volete che possa appassionarsi alle vicende quotidiane, al loro impegno e alle lotte di potere dei gestori di Auschwitz, Dachau, Mauthausen, Treblinka, Buchenwald e altri 47 campi sparsi nell’Europa occupata dai tedeschi?

     Nessuno direbbe un empatico come me. Ma così non è! Il male ha sempre il suo fascino e gli esseri umani si appassionano sempre alle storie di potere qualunque esse siano. Per cui state certi che la nuova serie tedesca – come Gomorra – avrà un grande successo di pubblico.

 MA CHE SCHIFO E’ QUESTO ?!

P.S. per Saviano
      Caro Roberto da giovane hai scritto un bel libro che ha avuto il merito di attirare l’attenzione nazionale sulla banda dei casalesi, che nell’assordante silenzio di tutti, stava mettendo circa un milione di casertani sotto il tallone di una autentica dittatura e stava distruggendo un intero territorio. Ma del fenomeno mafioso hai sempre capito poco, ti consiglio – caldamente – di leggerti l’ultimo libro di Isaia Sales “Storia dell’Italia mafiosa”. Così la smetterai di considerare i mafiosi dei “turbocapitalisti”, riducendo tutto ai soldi, come fossero una qualsiasi banda di gangster. Sono sicuro che dopo converrai che una piccola, rozza minoranza di violenti mediante le relazioni intessute con polizia, giudici, politici, amministratori pubblici, professionisti e imprenditori (ovviamente non tutti) ha pesantemente condizionato due secoli di storia contemporanea dell’Italia.
      
Saluti da un tuo ex ammiratore.

1 commento:

  1. ugo ciao, è molto bello tornare nuovamente a leggerti! ora sono curioso, per capire e dire la mia devo provare a vedere qualche puntata della serie... dopo potrò dirti la mia! grazie per gli spunti di riflessione! roberto carlini

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